martedì 22 giugno 2010

CHI VOLETE, ROMA O VENEZIA?

C'era una volta lo sport, ed era puro. Beh, non completamente, diciamo però che buona parte di esso lo era, aveva una sua credibilità; piaceva per questo al sottoscritto. Poi ha cominciato ad inquinarsi, sempre più mani avide ed unte di grasso lo hanno sporcato riducendolo ad una cosa da voltastomaco. Dove conta solo vincere, costi quel che costi. E costa, cazzo! Spesso costa anche la vita.
Fin qui, nulla di nuovo. Ma... chissà... repetita iuvant! Forse qualcuno si renderà conto che sta seguendo una musica (sempre più) del cazzo che un pifferaio (sempre meno) magico sta suonando per incantarli, condurli al fiume ed ivi farli annegare.
Di base, però, non ho fiducia nel popolo. Questo blog è per me stesso. Dunque, il mio dolore e la mia rabbia li urlo al mondo. A chi è in grado di recepirlo. Chi non lo è... tranquilli, non è successo nulla: resti pure delle proprie idee.
E' stata lotta dura tra Roma e Venezia per contendersi la proposta di candidatura per le olimpiadi del 2020. Non è questo l'importante, però. Pardon, non è questo il fatto grave, però. Il fatto grave è un altro.
Vince roma, e il veneto indignato urla: roma ladrona!
A dire il vero, lo urlava già da prima della scelta del CONI, nonostante il CIO specifichi che non debbano esserci polemiche attorno alla candidatura. 
"una cosa e' certa: se c'e' una cosa che il Comitato Olimpico Internazionale non gradisce e' il clima di polemiche attorno ad una candidatura, tanto che tra le regole di condotta imposte dalla carta olimpica per le citta' che intendono organizzare un'edizione dei Giochi c'e' ne una che regola i rapporti tra le citta'. Esse devono rispettarsi tra loro, devono evitare di fare commenti, scritti o parlati, che possano danneggiare o pregiudicare l'immagine della citta' rivale e non possono fare paragoni (http://www.asca.it/focus-OLIMPIADI__ROMA_O_VENEZIA__UNA_SCELTA_TRA_LE_POLEMICHE-3155.html)
Rido, e passo oltre. 
Attuo sempre il modo dell'indifferenza nei confronti delle cose inutili. 
Poi rifletto, e monta in me un pensiero che ruota attorno alla pochezza del genere umano che reclama a gran voce la candidatura alle olimpiadi, appellandosi al popolo padano al grido di:
"avete visto? ancora una volta roma ci scippa qualcosa che ci appartiene"
Tutto ciò è semplicemente ridicolo. E' ridicolo chi lo afferma, è ridicolo chi lo cavalca, è ridicolo chi continua a mischiare con fare meschino sport e politica. Sto andando troppo oltre. Avrò modo di parlare di politica. Fermiamoci al caso delle olimpiadi.
Riflettiamo e ragioniamo. 
Perché qui si ragiona solo col culo e con l'uccello. Invece no. Invece abbiamo un cervello. Ebbene, utilizziamolo. Con logica e senza secondi fini.
Roma presenta la sua candidatura forte dei numerosi impianti olimpici preesistenti (33 dei 42 previsti), di un bacino di utenza ragguardevole, completa in tutte le strutture di accoglienza e, se permettete, è pure la città eterna nonché il luogo d'italia più facilmente raggiungibile a tutti gli italiani.
La candidatura di Venezia è una farsa. Nessuna gara potrebbe esser fatta propriamente a venezia. Dove, scusate? Una gara di calcio al Sant'Elena (il progetto prevedeva la costruzione di un nuovo stadio olimpico da 80.000 a Tessera)? Una gara di kayak in mezzo ai canali? La maratona lungo i calli di venezia? 
Ma, obiettano loro, il Veneto è ampio. Beh, se è così che si ragiona anche la Campania è una gran bella regione!!! Beh, ma Venezia è una delle tre città più belle del mondo (insieme a Firenze e Roma).
Si, ma tutto ciò non c'entra un cazzo. Stiamo parlando di sport. Dove sono gli impianti?
Beh, per ora ne abbiamo undici. Gli altri li costruiamo ex-novo.
Dimentichiamo i giochi politici e limitiamoci ad esaminare l'aspetto dalla prospettiva di un cittadino qualsiasi. La costruzione di 30 e passa nuovi impianti distoglierebbe dei fondi che -sicuramente- aiuterebbero tante persone in difficoltà (in questo periodo, mi sembra che le difficoltà siano generalizzate un po' ovunque). Inoltre, il dispendio economico per la costruzioni di cattedrali nel deserto -al di là dei giochi olimpici- sarebbe semplicemente inutile, creerebbe degli impianti morti i cui costi di manutenzione negli anni a venire sarebbero enormi, e questi stessi impianti sarebbero poco sfruttati per il valore che hanno. E, per favore, evitiamo di comportarci da incantatori di serpenti. Siamo in italia, non credo più nell'utilizzo post olimpico variandone la destinazione. Avete lasciato troppe opere incompiute, mostri deturpatori della natura, cattedrali nel deserto, perché io possa credere che non ne farete ancora. So che continuerete a farlo, giacché chi ha avuto la propria parte ne reclama a gran voce di più. E ancora di più. E ancora di più.
Così, mentre l'UE chiede ai governi della comunità di stringere la cinghia, il popolo italiano si preparerebbe a dissanguarsi per un evento che -pur importantissimo- già l'anno dopo lascerebbe solamente una data negli almanacchi sportivi. E non è vero che l'indotto permetterebbe alla zona di arricchirsi, perché un impiegato come me non trarrà alcun vantaggio dalle olimpiadi! Credo neppure un operaio.


“Sulle singole proposte delle due città è stata esercitata una evidente pressione mediatica per farne emergere una sola: quella romana. Non riusciamo neanche a stupirci per un metodo che rende assolutamente veritieri gli slogan che il Nord usava qualche anno fa a proposito del malcostume di certi ambienti della capitale” (citazione: http://www.trevisosystem-online.com/tvsys/home/archivio-news/5604_olimpiadi-2020-zaia-esecrabile-pressione-mediatica-per-far-emergere-candidatura-roma.html).
Se pensate che tutto ciò lo abbia detto un qualsiasi uomo della strada, sbagliate di grosso. E' stato luca zaia a dirlo, ovvero l'attuale governatore della regione veneto, già ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Insomma, è uno che ha giurato sulla costituzione italiana.
Questa è l'italia, signori. Viva l'italia, cantava de gregori. Già, viva l'italia...

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