martedì 15 giugno 2010

CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Sono andato a visitare la cappella degli scrovegni in quel di padova. Interamente affrescata da Giotto, la cappella fu edificata dalla famiglia degli scrovegni su input della chiesa, che ordinò loro di costruirla quale espiazione dei peccati dei quali si erano macchiati (e continuavano a farlo) nel corso della loro esistenza. Gli scrovegni erano usurai. Cravattari. Detta famiglia unì l'utile al dilettevole. L'utile (o il dilettevole) fu determinato dal fatto che bastava quella costruzione per guadagnare la free-entry nel regno dei cieli. Il dilettevole (o l'utile) fu che ben pensarono di utilizzarla anche come tomba di famiglia.
Qui le mie conoscenze si fermano e comincia la riflessione.
Una famiglia di cravattari che ha dissanguato un'infinità di persone, che magari molti ne ha fatti morire (non solo nel senso più rigido del termine; si può anche morire continuando a vivere), ai quali la chiesa ha concesso la redenzione dei peccati, a patto che...
E' fuor di dubbio che fossero altri tempi -parliamo del periodo 1303-1305- ma mi balza alla mente che un capolavoro simile (perché di tale trattasi) nasce dal sangue di uomini che, magari per poter cibare la propria, numerosa famiglia, chiedevano un prestito agli usurai. Così accadeva che uno si sfamava, l'altro ingrassava. Uno si dissanguava per coprire i propri debiti; magari veniva picchiato a sangue se non rispettava le scadenze; magari era costretto a vivere una vita d'inferno al sol pensiero della costrizione di dover onorare gli impegni.
A proposito d'inferno. 
Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto XVII, versi 64-75:
Poi, procedendo di mio sguardo il curro,
vidine un'altra come sangue rossa,
mostrando un'oca bianca più che burro.
E un che d'una scrofa azzurra e grossa
segnato avea lo suo sacchetto bianco,
mi disse: «Che fai tu in questa fossa?
Or te ne va; e perché se' vivo anco,
sappi che 'l mio vicin Vitalïano
sederà qui dal mio sinistro fianco.
Con questi Fiorentin son padoano:
spesse fïate mi 'ntronan li orecchi
gridando: "Vegna 'l cavalier sovrano,
che recherà la tasca con tre becchi!"».
Qui distorse la bocca e di fuor trasse
la lingua, come bue che 'l naso lecchi.
E io, temendo no 'l più star crucciasse
lui che di poco star m'avea 'mmonito,
torna'mi in dietro da l'anime lasse.

Un monumento così bello ed importante, che ha mantenuto la sua magnificenza per secoli e secoli, che ha dato lustro a dei disonesti associandone il nome all'arte di giotto, è visitato giornalmente da frotte di turisti che pagano 13 euro per 15' di videopresentazione e 15' di visita all'interno di una cappella. Vale assolutamente la pena di prenotarsi per visitarla e di spendere quei pochi euro che vengono richiesti! Ma vale anche la pena di non dimenticare che le fondamenta sono pregne di sangue di innocenti!


passeranno anni

secoli


moriremo tutti


e di noi nulla resterà


no!
Nel 2500 turisti da tutto il mondo faranno a cazzotti per visitare la celebre cappella mortuaria di un berlusconi a caso affrescata da un artista a caso. Di questi personaggi non verranno ricordate le malefatte, bensì i segni tangibili che, attraversando il passato, arriveranno al futuro. Così capiterà ancora di veder tristemente affiancato il nome di un disonesto a quello dell'arte. 
Che brutta, la storia! Come sa stravolgere bene la verità delle cose (se una verità davvero esiste)!!! E l'uomo moderno continua a citarne sempre e solo alcuni aspetti, tralasciandone di importanti. I più importanti.
Io ne diffido.

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